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"Fiori nel fango": oltre 200 bambini rom in un giro di pedofilia

NOTE: INCHIESTA DEL 2006 che vedeva coinvolti bambini rom

"Piccoli fiori" questo il nome in codice dei minori che venivano adescati, violentati e a volte anche filmati durante gli abusi. Più di 200 bambini, tra gli 8 i 16 anni, sono stati salvati da un giro di pedofilia e di sfruttamento scoperto dalla Polizia nel corso dell'operazione "fiori nel fango", condotta dalla 4^ sezione della squadra mobile romana. Nella maggior parte dei casi i bambini violentati erano piccoli rom appartenenti al campo nomadi di Tor Fiscale a Roma ma ci sono anche bambini italiani. Venivano adescati al campo nomadi, ai semafori o nelle piazze con pochi soldi o anche con un semplice panino. I pedofili preferivano vittime tra i 10 e i 12 anni, dopo questa età infatti venivano ritenuti già grandi.

Tra gli arrestati anche l'allenatore di una scuola calcio

La rete dei pedofili, con base a Roma e diramazioni in altre città italiane, era composta da uomini, tra i 40 e i 60 anni, senza lavoro fisso e con precedenti penali ma anche da persone "insospettabili". Tra questi un dipendente di banca, un agente di viaggi e un funzionario di una televisione privata e l'allenatore di una scuola calcio. Quest'ultimo, 38 anni, aveva installato delle telecamere negli spogliati per riprendere i minori mentre si spogliavano. Nell'abitazione dell'uomo sono stati inoltre sequestrati numerosi filmati di abusi sessuali da lui commessi su bimbi che sembra però non appartenessero alla scuola. Gli arrestati sono finora 18 di cui 12 italiani e 6 rumeni con imputazioni che vanno dalla violenza sessuale in danno di minori, allo sfruttamento della prostituzione minorile, all'estorsione aggravata.

Un anno di indagini

Durate più di un anno le indagini che hanno portato al blitz di oggi sono state condotte dalla 4^ sezione della squadra mobile di Roma, diretta da Dania Manti, con la collaborazione dei tecnici della Scientifica. Gli agenti hanno effettuato pedinamenti utilizzando anche apparecchiature per la sorveglianza: il campo nomadi è stato monitorato a lungo con una telecamera nascosta che ha filmato tutti i movimenti sospetti. Numerose le intercettazioni telefoniche che hanno portato all'individuazione di 36 persone, ora indagate, e al sequestro di duecento videocassette nelle quali erano riprese le violenze sui bambini. Dalle indagini è emersa un'allarmante realtà di degrado morale ed economico. Alcuni bambini venivano ripagati per le loro prestazioni con scarpe firmate o ricariche per il telefonino, ma è stata accertata anche la complicità di una coppia di genitori rom che "cedevano" il figlio in cambio di regali o somme di denaro.

Polizia di Stato 19-04-2006

Maxi inchiesta della mobile. I bambini, tutti rom, si prostituivano a piazza Esedra o a Valle Giulia
Bimbi violentati, altri 32 arresti
Massimo Lugli
Anche due parroci nel gruppo, le vittime hanno dagli 11 ai 13 anni
 
Anche due parroci tra i clienti dei baby prostituti. Bambini di 11, 12 anni che si vendevano sui marciapiedi di piazza Esedra o tra i cespugli di Valle Giulia: dieci, giovanissime vittime che, adesso, si sono trasformate in implacabili accusatori. Sono trentadue le ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip Maria Teresa Covatta: otto in carcere, ventiquattro agli arresti domiciliari. Nel gruppo, c´è veramente di tutto: i due sacerdoti (uno è titolare di una parrocchia romana, l´altro, di origine nigeriana, di Prato), avvocati, militari, un ristoratore della capitale, una pattuglia di negozianti. Scene di rabbia e disperazione quando gli agenti di Dania Manti, che dirige la IV sezione della mobile, gli investigatori specializzati in violenze sessuali e abusi sui minori, hanno bussato alla porta degli indagati. Mogli che si scagliavano urlando e piangendo contro i mariti, singhiozzi, silenzi pieni di vergogna. I due preti, dal canto loro, hanno tenuto un atteggiamento quasi sprezzante. Uno degli arrestati ha raccontato, tra le lacrime, che nel ‘67, quando era ancora un adolescente, era stato violentato da un uomo. «Da allora non sono più riuscito a fermarmi, una malattia».
"Fiori nel fango 2": così Alberto Intini, il capo della mobile, ha intitolato l´indagine che ha preso il via da quella che, nell´aprile scorso spedì dietro le sbarre o ai domiciliari altre 18 persone di cui due, recentemente, hanno patteggiato una pena a 8 e 6 anni di reclusione più una provvisionale di 15 mila euro per i bambini brutalizzati. E anche stavolta, come ha reso noto il sindaco Walter Veltroni, il comune di Roma si costituirà parte civile.
Una storia aspra, che a San Vitale raccontano con rabbia, senza trionfalismi e che ha fatto passare notti insonni agli uomini e alle donne della IV sezione che pure, in tanti anni di lavoro, ne hanno viste veramente di tutti i colori. Il più giovane dei bambini (tutti zingarelli che vivono nel campo di Tor Fiscale o in altri accampamenti di rom) ha solo 11 anni e mezzo e ne dimostra ancora di meno, il più "grande" ne compirà 14 tra tre mesi. Bambini ormai abituati a prostituirsi ogni notte per un compenso che andava dai 15 ai 30 euro (50 euro quando il rapporto era con due o tre adulti contemporaneamente): fugaci rapporti in auto o tra i cespugli, ore e ore di sesso in camera d´albergo o nelle case dei clienti. Alcuni degli arrestati vivono o lavorano in altre città: Latina, Viterbo, Velletri, Anzio, Prato e Catanzaro ma i ragazzini sono stati sempre adescati negli stessi posti. Spesso i pedofili diventavano clienti fissi dei bambini, si scambiavano i numeri di telefono, fissavano appuntamenti, organizzavano incontri. Due di loro hanno precedenti per violenza sessuale ma, nella maggior parte dei casi, sono assolutamente insospettabili.
E proprio ieri pomeriggio, durante un incidente probatorio, due giovani vittime hanno ribadito le accuse contro Fausto Cusano, l´allenatore di una squadra di calcio arrestato nell´aprile scorso. L´uomo, difeso dall´avvocato Giacomo Marini, aveva chiesto, in passato, la castrazione chimica.
(La Repubblica 07 novembre 2006)