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                                                                 Al MEMORIALE saltando il romanzo    Per l'indice generale e le sintesi  Per i Brogliacci videoaudio su DVD  Documenti-prove Grandediscovery1 organizzati

                                                                        

La versione pdf di questa introduzione romanzo è nel DVD
                            

"ANCHE QUESTO DI PER SÉ VUOL DIRE POCO O NIENTE"

Diario di   Marylin Nikita “Irina” Sabrina che si innamora di un ingenuo
intelligente che svela un mistero fitto degno di un vaso di Pandora.

 

Questa è una storia vera in ogni minimo particolare. Verranno indicati fatti, parole, descrizioni, sensazioni: esse riportano senza alcuna modifica la percezione diretta dell’autore. Anche il racconto del dialogo interiore dell’autore è perfettamente aderente alla memoria di esso da parte sua. Quando e se verranno indicate ipotesi dubbi e deduzioni saranno quelle originarie, chiamate con il nome che corrisponde alla loro natura.

Da questa storia l’autore trae nonostante e proprio forse per l'insegnamento perverso e cupo che se ne ricava, fede nell’amore, nella intelligenza, nella sensibilità, nella generosità, nella purezza e bontà. Tutti valori apparentemente stucchevoli, ben lontani da questa epoca. La categoria della bontà mi fu addditata all’inizio da colei che appare come la protagonista inconsapevole.

La  coscienza divenuta consapevole del reale, dedicata a coloro che  non hanno strumenti forza e riferimenti che li preservino da un  mondo carico di insidie inimmaginabili,  accompagna la storia qui. Tutt'altro è  il valore e la finalizzazione del prosieguo.

La ipocrisia , la mediocrità, la doppiezza, la falsità, l’immoralità, l’assenza di valori, il disprezzo fanno da mero contorno. Vi è anche il potere la crudeltà, l’ingenuità, la codardia, la pochezza.

La purezza, la semplicità, il bisogno di aiuto e di amore le conducono allo scoperto, impietosamente. Ogni percorso è vero. Verranno modificati solo i nomi, non verranno descritte fisicamente le persone e non verrà data una localizzazione geografica dei fatti, per la ragione che il lettore potrà subito comprendere: il mero taglio prescelto, introduttivamente.

Il racconto retrospettivo di questa storia cominciò ad essere scritto oggi a meno di un mese dalla sua progressiva emersione e ripartì da un anno e mezzo dopo. Quando verrà finito di scrivere saranno alla luce,  fatti e analisi comprovate da prove dirette uniche nella storia. La vicenda anche interiore che ha accompagnato i fatti è in realtà presupposto mero di una vicenda  la cui portata e conclusione  lascia di  stucco. Tutto vero e tutto provato.

Questa storia è anche l’atto di fede di chi ritiene  di poter discernere sul piano morale anche tra il bene ed il male, coi fatti con la fiducia con la serietà, senza moralismi.

Resta il coraggio, la necessità  di scrivere e descrivere una storia unica, impossibile ed  incredibile ma  vera fino in fondo,  che fa da introduzione alla “GRANDEDISCOVERY  A COMPIMENTO”.

   

INDICE



1.     La telefonata di Leandro 

2.    La uscita in pizzeria. 

3.     La partenza per tre giorni col camper.Il ritorno a Roma .e la frequentazione  

4.     La partenza da solo in camper con le mie piccole  figlie  

5.    I Tredici giorni di un viaggio di nozze 

6.    Agosto  e settembre

7.    L’Ottobre ed il novembre   

8.    Dicembre e la apertura : convivere per starle vicina  

9.    Il ritorno della Primavera  la scelta di lasciare la casa a single 

10.  L’estate  insieme  

11.  L’autunno e qualcosa di nebuloso e grave

 

12.  Il bisogno di accertare e di aiutare, la determinazione ad agire. 

13.  I fatti  

14.  La ricostruzione dei fatti. e la scelta di rivolgersi a terzi in aiuto  

15.  L’isolamento ed il prezzo pagato vari giorni di paura  

16.  La scelta di rompere l’accerchiamento .  

17.  IL lavoro iniziale completato la verità che emerge  

18.  IL disunderstanding globale e una iniziativa scoordinata ed imprevedibile.

19. Le conclusioni certe 

 



CAPITOLO  PRIMO La telefonata di Leandro

Sòlo .. a casa … anzi solo con le mie due ultime stupende bambine di quasi otto e cinque anni, nella mia prima vera casa di uomo separato, da oltre un anno, casa  che avevo appena finito di arredare e  avevo preso da meno di un mese. Maggio, un maggio caldo, estivo.
Squilla il cellulare . Era Leandro, un collega la cui amicizia non profonda e di lontana memoria, si era attivata dopo una vicenda sua e mia di separazione dalle rispettive consorti, e mi era stranamente “comparso” in un campeggio sperduto … nel luglio del 2006..
La mia era una storia stupida nella sua (solo) apparente insensata volgarità. La mia ex  colta in una relazione occasionale con un ragazzo di 27 anni, giovane extracomunitario di non belle speranze, di pessime abitudini e proofferte su Internet. Questa l'apparenza. Il tutto accertato puntualmente, incontrovertibilmente, passato per un tentativo fallito di farmi passare per visionario, una serie di manovre nefande e molta altra mondezza esplosa.  Ero arrivato a quel brutto appuntamento avvezzo ahimè ad accertare, non tanto per professione, quanto reso accorto da una mia analoga vicenda passata, nel corso della quale, non consapevole di  dover dare fede pseudo oggettiva alle certezze intuite con sensibilità ed attenzione, ero stato circondato da un ‘abbraccio’  stritolante di due famiglie coalizzatesi di fatto.
Intendevano far passare per paranoica la accertata fine e crisi di un rapporto sbagliato condotto dalla tenera età scolastica di sedici anni.  con altri figli. Primo fra tutti un fratello mio minore,  Caino, la cui solerzia negativa era pari al suo bisogno malato di seppellire la mia immagine, e a un incomprensibile coinvolgimento …. Oltre il  limite del sospetto. Poi una sorella, infantilmente lucida, che aveva rivoltato contro di me il mio affidarmi e confidarmi con lei.. ma qui la storia insegna solo a metà. Se ne vedranno delle belle.
Leandro:
“ bello come ti và ?”
“stiamo qui a casa del prof. di francese   .. con noi c’è Ausonia quella della festa del novembre dell’altro anno…“
Ricordavo bene quella leggiadra gazzella .. promanava dolcezza e aveva un corpo flessuoso che si era mosso allusivamente,  con tale spontanea dolce leggerezza che io avevo provato l’unico improvviso immediato tuffo al cuore della mia vita. Non era la sua bellezza , non volgare, che mi aveva colpito. Era la sua anima il suo essere una tenera adolescente in una bella donna, una anima tenera ma complessa. Ero un uomo particolare. La bellezza femminile esteriore non mi aveva mai colpito… non la commentavo … neanche.  Tuttavia in quella festa chiesi a Leandro  e mi disse che gli risultava che aveva una storia con uno dell’hinterland lombardo.  Lasciai correre, era la solita donnucola alla ricerca di internet avventure!? non giudicai ma decisi di non approfondire.  La sua amica Gaia, non mi aveva ispirato simpatia.  Donna avvezza ad una immagine presentata con parlare forbito che nascondeva poco il suo aver contato sull’essere e più che altro  essere stata una piacente donna.
“ascoltami, abbiamo pensato di scriverti l’sms  insieme, lei chiedeva se potevate conoscervi...“ disse al telefono Leandro
“Vabbè dalle il mio cell .. telefonasse ”  lo dissi a voce  e lo scrissi a lui facendomi dare il numero del di lei cellulare .
Il sabato successivo, lei non telefonando, la chiamai”  vogliamo vederci ..per una pizza ?!” . Avevo in caldo almeno due potenziali storie , due donne interessanti, che lavoravano , in ambiente uguale od affine al mio. Ma non mi decidevo. Il gioco non valeva la candela. Varie sensazioni mi indicavano loro limiti e non mi consentivano di lasciarmi andare. Volevo un amore vero il vero amore  e potevo essere ingannato od accecato da me stesso.
Troppo sole , troppa carica interiore , troppa sfacciata forza interiore assolavo attorno a me e mi beccavo il riflesso di me stesso proiettatomi da chi non aveva sole e forza sua, troppe lune in giro..           .


CAPITOLO SECONDO La uscita in pizzeria
Con Ausonia ci saremmo incontrati il venerdì successivo, e mi aveva chiesto con un sms di non sventolare la nostra uscita . ‘acqua in bocca‘, ragazza riservata e/o giocatrice su più tavoli .. dubbio …. ma questo di per sé vuol dire poco o niente.
Lei  mi raccontò a tavola tra le altre cose che nel weekend c’era il matrimonio del fratello e doveva preparare la sposa. Una ragazza semplice , così si presentò anche lei , che aveva fatto la hostess nei convegni, lavorato in negozi, una storia con il marito finita da almeno due anni con separazione di fatto dalla fine del 2005, un  figlio di undici anni. Si presentò come una pasionaria, ex impegnata politicamente in un’area di estrema sinistra un partito , e poi in seguito in un gruppo ancora più di estrema.
Qualcosina non quadrava, era troppo carina, troppo attenta al suo aspetto esteriore, ma questo di per sé vuol dire poco o niente . Mi avrebbe raccontato alla fine della serata di una improbabile storia di un anno prima con un dirigente di associazione   farmaceutica, corrotto o poco morale, da lei interrotta … con allusioni all’ambiente,  alla barca .. al mare in una località lontana del SUD… e al suo aver rifiutato quell’ambiente.  Un  racconto poco convincente. Sul signore dell’hinterland lombardo invece nulla se non l’allusione ad una storia stupida sbagliata, finita  di recente con il  tizio che continuava a perseguitarla … (bah .. accade). Nella telefonata con il marito  separato di fatto una certa forza e decisione, una interlocuzione diretta ed amicale … Una coppia anomala che sopravviveva alla sua fine un po’ oltre la gestione del figlio. La riaccompagnai alla auto sua, vicino ad uno storico obelisco, e me ne ritornai a casa non tardi. Lei mi piaceva … … io anche le piacevo  tanto … o così avevo inteso .. dai suoi chiari atteggiamenti. Tempo al tempo. Ma avrei sospeso ogni contatto telefonico anche solo indiretto con terze persone di sesso opposto finalizzate a …. Mi sembrava di dover affrontare i miei interrogativi o sensazioni profonde pulito limpido … senza remore , riserve, tatticismi.
La vidi allontanarsi con la macchina e mi assalì una sensazione  strana,  ma andava a casa. Bah, tralasciai la sensazione sgradevole immotivata.


CAPITOLO TERZO La partenza per tre giorni col camper. Il ritorno a Roma e la frequentazione
Ci saremmo incontrati dopo aver preso accordi per andare insieme al mare (era un giugno stupendo), una prima sera, mercoledì successivo,  al centro . Lei con la amica Gaia e Leandro, io con un mio caro amico Subio che aveva condiviso, anche lui da vicino, un pezzo della mia vita,  per coinvolgimento parallelo e anzi intrecciato ( la di lui moglie era amica della mia ex,  partite per tangenti analoghe in contemporanea ed in simbiosi).
La sera al bar, seduti, la telefonata ad Ausonia, invasiva,  di un ex disperato e fuori dalla grazia di Dio, quello dell’hinterland lombardo,  lei replicando a sua volta un pò fuori dalle righe .. una donna emozionale ed emotiva.
Non mi andava male la cosa … bella , vitale con caratteristiche molto femminili … magari meno affidabile di come si disegnava. Ma c’era qualcosa di inspiegabilmente eccessivo nella descrizione della  disperata rabbia di lui, dipinto da Ausonia come un matto pericoloso.
Ma questo di per sé vuol dire poco o niente.
Tornando a piedi alle macchine le cinsi con dolcezza e garbo, poco, il fianco destro, sfiorandolo, anzi,  con la mano,  mentre camminavano. Era il mio rispettoso sì mi piaci .. ho deciso di andare avanti. Al saluto con gli occhi dolci e speranzosi mi chiese “allora per venerdì ci sentiamo… ?1?“.
Venerdì avevo impegni prolungati di lavoro per il primo pomeriggio. L’appuntamento con il camper lungo una strada che porta al mare era per le 16 e 30. Mi arrivarono ben due  sms e tre telefonate .. era incerta e paurosa .. mi chiedeva se ci avessi ripensato .. e diceva che se ci avessi ripensato si sarebbe organizzata in modo diverso .. Mi fece addirittura una grande tenerezza: una bella ragazza abituata ad essere molto corteggiata così teneramente insicura. Forse lei sentiva per me quello che anche io ormai sentivo crescere, e che a dire la verità avevo sentito dal primo istante che la avevo vista.
Sul camper lei salì tenendo visibili e vistosi ben due quotidiani di estrema sinistra , come fossero un passaporto; non li avrebbe mai più comprati od esibiti.
Ma questo di per sé vuol dire poco o niente.
Due giorni e mezzo passati sereni e spontanei …In mansarda sul camper la prima sera dopo una cenetta modesta ma di pesce.. lei disponibile … io trattenuto .. passandole la mano destra sul fianco .. tremai .. aveva delle forme molto piacevoli  .. che io non conoscevo .. sinuose e femminili ma asciutte …. Poco prima mi aveva variamente interrogato era curiosa, penetrante ., intelligente … pure chiedendomi ‘se ero matto‘. Ne rimasi sconcertato e un po’ stranito. Forse, anzi sicuramente, proiettava paure di una  sua infelice esperienza, ma non mi piace interrogare espressamente.  
Mi aveva ulteriormente sorpreso: aveva smesso di studiare al secondo anno superiore, l’avrei saputo dopo e se ne vergognava,   e mi aveva invece dettola prima volta  che aveva smesso dopo le medie superiori.
Un riflesso di difesa … sentii per un istante qualcosa che non quadraca, mi freddai .. rinviando esplicitamente alla notte e a più approfonditi consigli .. precisando che non era una defaillance .. sicuro di mè. La notte ed il mattino presto più volte le difese logico razionali non si attivarono. Lei era dolce, quasi indifesa, coinvolta , affettiva .. bella .. un comportamento semplice pulito, diretto . . Mi sentii di amarla e mi sentii amato … subito.. era quasi intimorita e sembrava venerarmi … un atteggiamento eccessivo … ma questo di per sé vuol dire poco o meglio, niente.
Una stranezza: durante la notte e nelle notti successive si sarebbe alzata per andare al bagno almeno sei o sette volte .. non sentivo rumori .. pipì diceva. Mi scappò di chiederle se aveva la cistite. Mi rispose decisamente di nò e che aveva fatto le analisi: spiegò “ mi capita da un pò di anni a questa parte“ ..
Vabbè niente di assolutamente strano o preoccupante .. ritenni.
Durante i due giorni ci eravamo mossi insieme … all’unisono, sereni .. vicini … Al ritorno in camper lungo la strada un suo sguardo furtivo a due ragazze ‘ di strada .. lavoratrici., . un suo sorriso leggermente beffardo a mè che guidavo e che facevo finta di non guardarla, un commento ‘ quanto mi fanno pena le puttane che lavorano sfruttate per strada‘ . Perché le altre  quando sono sfruttate .. nò?! pensai tra me e me. Mi suonò strana la frase …
Ma questo di per sé vuol dire poco o niente, anzi nulla.
Le successive ripetute riflessioni sull’argomento e sul suo odio verso i “ pappa’ mi avrebbero lasciato spesso stupito .. ma era una ragazza sveglia, nata e cresciuta in borgata.
Questo di per sé vuol dire poco o niente, anzi nulla.
Dopo una mezz’ora che ci eravamo lasciati , era domenica sera,  un sms dolce e avvolgente “non sono stata solo bene , sono stata molto bene … che è diverso“. Resistevo ancora ma mi sentivo attratto e amato, di amare come non avevo mai sentito in vita mia.
Un  altro incontro a mezza settimana nella mia casetta da neo-scapolo, una sua battuta sulle foto in bella mostra dei miei non pochi  figli, che sembravano guardarci dal comodino accanto al letto. Una mia ulteriore incertezza nell'interpretare il messaggio. Le precisai per rassicurarla che avevo fatto il vuoto di tutto ..  per lei .. intendevo il vuoto di dipendenze affettive e psicologiche  … non mi riferivo solo a storie. Lei avrebbe in seguito più volte ribadito a sua volta il suo equivoco. Le confessai che io la sentivo come un filo antico che mi riconduceva all’amore ed ero profondamente sincero. Lei mi avrebbe chiesto, in crescendo con atteggiamenti misti tra amore e paure incomprensibili  e profonde, presenza, affetto,  dolcezza anche telefonica e via sms. Non ero abituato: ero stato sempre orgogliosamente indipendente, autonomo, con una vita autoincentrata su mè stesso e prima di tutto sul mio lavoro.
Sarei cambiato nelle abitudini di coppia  in capo ad un solo mese,attento alle sue "esigenze affettive". Prima della mia partenza con le bimbe per il mare, in camper, ci saremmo visti un altro paio di volte.


CAPITOLO QUARTO. La partenza da solo in camper con le mie piccole  figlie
Partendo col camper, di fine giugno , da solo, con le mie bimbe, una brutta strusciata al cancello del parcheggio… stress, arrivo al mare ..bel  campeggio, mare stupendo. La più grande delle bambine con un febbrone da influenza durata una settimana. che gestisco unitamente alla sorellina stringendo i denti, lasciato solo dalla madre delle bimbe, anaffettiva insensibile, lontana e venuta solo all’inizio per controllare , e alla fine per provocare.
I primi tre giorni travolto dagli eventi non mando sms  .. non telefono. .. Poi scrive lei , la festa con gli amici organizzata da lei a casa sua a fine giugno, andata bene.. io le parlo e le descrivo la mia situazione pratica. Lei seguirà passo passo l’evolversi degli eventi, manderà sms da donna matura e preoccupata, consigli dolci sulla gestione della febbre delle bambine.
Io mi gestisco il tutto da solo molto bene con organizzazione e forza ..
Alla fine dei 18 giorni un rapporto bello e rinsaldato con le bambine .. felici .. una vicinanza via cellulare e via sms. Bella ..  semplice, mi lascio andare a un ti amo.. che mi sgorgava da dentro. Lei mi raggiungerà appena partite le bimbe con la madre.
Ma prima una telefonata incomprensibilmente allarmata. L’11 Luglio, metà mattina, lei che parla muovendo l’aspirapolvere per casa .. una dolce casalinga un po’ all’antica .. “ ti ho cercato .. stavo male .. perché stamani al mare non mi hai risposto .. potevo morire .. stavo tanto male ..mi sono sentita male .. stavo sul letto paralizzata e ci ho messo un’ora per riprendermi“. Indica un malessere non lieve ed il tono era accorato .. disperato … Mi soffermo sulla stranezza di quel curioso parlare al cell in ogni occasione passando l’aspirapolvere.
Questo di per sé vuol dire poco o niente, anzi nulla. A quella data scattate risulteranno poi una serie di foto di lei , digitali, in posa con costumi ed altro, bella, dirà fatte da una sua amica). Parela, la fotografa che lavorava anche in un areoporto nella struttura dei controllori di volo. In un paio delle foto  una espressione del viso stravolta e strana .. prontamente cancellate da lei, ma da me potute vedere.
Un bock fotografico dirà per i suoi quaranta anni, e anche questo di per sé vuol dire poco o niente. AM ne avevo visto sul pc un altro di book fatto sparire con Ausonia investito da militare cinese e cappellino a cinque stellette ed altre simili (una festa in maschera ?!).
E poi un insensato suo sms geloso il 13, mentre stiamo a cena davanti al camper con un bambino conosciuto al mare, papà relativo e compagna del padre. Solo che si era sbagliata sull’orario .. lamentava un ritardo telefonico mio inesistente .. bah.
Verrà la madre delle bimbe .. provocante rissosa, irrispettosa .. portandosi dietro la mia figlia più grande del precedente matrimonio, che pure avevo invitato a stare con noi in vacanza ma non era potuta venire. E’ il 15 di Luglio. Ausonia partita in treno la mattina arriverà alle 16 di pomeriggio  facendosi accompagnare a l treno a Roma da un suo amicom un tal “nasone”, per paura , dice,  del matto lombardo.


CAPITOLO QUINTO. I tredici giorni di un apparente viaggio di nozze
Quando arriva il pomeriggio di domenica quindici, direttamente al campeggio, bella emozionata, arruffata, con trolley gigante valigetta e borsa piena di strumenti da trucco, pulizia e diavolerie simili, ricorda pari pari  Claudia Cardinale, con la valigia tenuta con lo spago.
Passeremo tredici gironi semplici fatti di mare cenette, anche con una coppia di  anziani signori per bene due persone squisite , con cui fraternizziamo.
Serenità, libertà, semplicità, amore fisico e spirituale semplice e puro;  per il mio compleanno un atto di amore più spinto donato con una carica affettiva e di amore da una donna con una fisicità ed un corpo che si prospettava  intatto da post-adolescente. Io un pupone ingenuo cotto,  al colmo della felicità.
Scoppia un amore  profondo. Lei dirà tra sé e sé “tu sei buono“ .. una espressione pronunciata con uno stupore esagerato, per me  incomprensibile e un po’ infantile .. che fa il paio con la autoriflessione sulle sorti del suo precedente rapporto matrimoniale .. si era sposata giovane 27 anni, un figlio, un maritino militare meno bello di lei, una autocritica “sono stata cattiva“ .. Due espressioni un po’ troppo infantili .. cariche di significati solo impliciti. Ma  anche questo di per sé vuol dire niente.
Mi dirà che questa era la prima vera vacanza della sua vita, almeno da tanti anni. Le confessai la verità mia. Quello era l’unico vero viaggio di nozze della mia vita.
Ragionò gelosa del mio, secondo lei, essere un uomo bello e autorevole, della fila delle mie potenziali pretendenti, delle sue paure “mi lascerai e ti metterai con una più bella e più giovane“ (?!). Avevamo dodici anni di differenza, ma giuro, pensai anche quella volta che proiettava una sua triste esperienza, un pensiero mio.
E  questo vuol dire come al solito poco o niente. 
Riparte per raggiungere il figlio in vacanza con il padre e si stupisce che io non sono geloso. E come potevo ..una donna ed un uomo innamorati come io sentivo che eravamo potevano anche passare in mezzo al fuoco. 
Non sapevo che vi era invece un  inferno con tutti i gironi,   che mi aspettava e che mi agguatava da anni.
Sms innamorati, telefonate al cell, sei lunghi giorni .. il mio ritorno in città. Poi i nostri nuovi incontri … abitando in due parti opposte della città.

 

CAPITOLO SESTO. Agosto,  Settembre 2007.
In città .. vedendoci quanto prima .. lei da me ancora.. io a casa sua .. per la prima volta .. lei che lascia spazzolino e vestaglia da me .. con l’atteggiamento di una donna innamorata .. una leonessa che occupa il territorio spinta da una amore profondo ..
Casa sua una casa semplice , accogliente .. pulita :lei appare precisa, attenta , un po’ caotica .. ma l’ordine maschile è talvolta diverso. I sabati e Domenica mattina passati insieme.
Una sua strana e particolare attenzione a chiudere spesso il cell quando arrivano alcune telefonate .. l’amica logorroica, il partito e i compagni …  e questo non vuole dire nulla.
Il racconto ripetuto della sua passata esperienza di casalinga con lavori precari ed occasionali , tramite una agenzia di fatto gestita da una donna ….. e le allusioni al lavoro meno pulito di altre dipendenti della agenzia -lavori di hostess- accentuando la indicazione della sua moralità, pulizia, rigore ..e della consapevolezza del  suo ex marito, bravo ragazzo, dal quale si è lasciata per consunzione dell’amore, più una sua depressione ubicata sette anni prima , in altro luogo, prima di ritornare alla grande città e in quella casa. Il racconto convincente .. ma qualche lacuna e ed una percezione perplessa mia .. e questo non vuol dire proprio niente.
Una domenica verso le 10, debbo andare a prendere le bimbe, esco da casa sua, lei aveva appena interrotto uno squillo al cell. Richiamo col cellulare al volo dalle scale ed ostento un "ohi" con cadenza "locale", lei risponde affrettata subito e dice “hai trovato ?!2 io con  la mia voce normale e stupito “che cosa ?!“.  Lei immediatamente al volo .. un elenco di congetture e frasi che suonano .. ‘mi riprendo al volo’. E questo non vuol dire niente o quasi niente..


CAPITOLO SETTIMO. Ottobre novembre e dicembre.
Da precaria troverà un lavoro normale ma duro e faticoso nel Settembre e sino ai primi del Novembre presso un negozio di alimentari. Sulla sua attività precedente dirà che la signora della agenzia "Molika" le ha detto che c’erano solo lavori precari, brevi, “comparsate“ (?!).
Alla telefonata assisto e sento un tono da donna matura non italiana .. dell'est ..   Ci vedremo con più fatica .. appena possiamo .. lei stanca che si alza alle sei di mattina .. prepara il figlio che col pulman và a scuola. lavora effettivamente lì tutto il giorno e pure il sabato con solo intervallo dalle 13 alle 16 e 30. Un martedì  mi chiede  di venire a pranzo alle due, e arrivato,  un asciugamanino appallottolato, tra due cuscini del letto. Lei ordinata e metodicamente ordinata, si scusa. Ma andava così di corsa in quel periodo. 
Tutto questo non significa assolutamente nulla .
Ad Ottobre una uscita serale con due amici suoi e la sua amica, Gaia. Un comportamento avvolgente libidinoso e falso di uno di loro, lo stesso che presa una casa al mare la invitava ad Agosto e , lei andata con il figlio, rifiutatosi di tenere al mare il bambino perché aveva la intenzione non dichiarata di venire da me, discuterà e litigheranno allora, poco,  come amici .. precisa..
Lascerà
a fine novembre il lavoro che le stava rovinando la vita (non reggeva alle alzatacce). Ha un reddito di una casa in affitto, quella dove viveva prima di venire in città, e  partiremo mentre ancora lavora per due giorni  fuori, lei distrutta, ma  staremo tanto bene .. insieme .. una intimità che cresce ed un racconto  nell’intimità che suona con la frase finale “ te li facevano guadagnare” anziché “glieli facevano guadagnare“: è il racconto di cose apprese da lei circa sue colleghe hostess in albergo e racconto relativo a "pluri richieste contemporanee di più uomini". Rimango fortemente interdetto … ma non contesto apertamente: memorizzo. Questo da solo forse può voler dire qualcosa di più di niente.
E  così il racconto del ritorno della sua depressione il Settembre dell’anno precedente e di piccolo autolesionismo alla mano, perché vedeva degli insetti. Ma questo è un possibile indice di sindrome acuta da abuso di cocaina. Lei non sa interpretare quello che le accadeva, non faceva uso di sostanze, non sa … Appare ragionevolmente credibile e crede a ciò che dice. Qui un enigma che può voler dire .. ma non è niente altro che un enigma che si apriva a non voler soprassedere.
L’amore cresce, la frequentazione sempre più intensa, la conoscenza del figlio, la conoscenza delle mie due figlie e della più grande, già da Agosto occasionale, poi intensificatasi Lei orgogliosa ed innamorata di me, io felice senza significativi dubbi ma “memorizzante”. Una sera  a casa mia con il figlio, l’amica e la figlia di lei, ed un uomo ragazzone lievemente obeso, un improbabile amico, Aristide. E su Aristide tacciamo.  


CAPITOLO OTTAVO.  Dicembre e la apertura: convivere per starle vicina.
Nel frattempo verso Dicembre la scelta di lei di dire al marito che ha un compagno stabile di cui è innamorata, poi alla famiglia. Faccio altrettanto con un accoglienza la cui fredda insensibilità mi apparve  pari alla somma di tutti i pregiudizi possibili in famiglia mia (una famiglia che rigurgita buon senso piccolo borghese, e tante frattaglie,  un moralismo ideologico ed un sentimentalismo a coloritra musical-poetica, dietro il quale stavo imparando a leggere. Lascio correre, ma replico duramente a chi ostenta un giudizio nei confronti miei, senza sapere o conoscere nulla, con evocazioni tono e tematiche quelle sì   formulate in stato di evidente squilibrio. Che pazienza!
Dietro si  celava un inferno sommerso e occultato ed una malafede da scioccare. Non ne sapevo nulla.
Il rapporto cresce di intensità esperienza, dolcezza, presenza.  Ci siamo tempestati di sms , telefonate, amore. Lei sempre preoccupata , attenta, una mammina dedicata con le mie figlie, un po’ aggressiva con il figlio .. ma si sa .. dinamiche madre figlio .. altre dieci piccole sfumature prive di significati interpretabili univocamente … nulla. Tranne  una certa vistosa paura delle telefonate anonime che crescerà anche  ad Ottobre dell’anno dopo, e delle telefonate del geloso matto ex compagno visto poche volte in città e oggetto di tre viaggi suoi … ove abitava.
Una vita di coppia all’antica lei a casa, io al lavoro, ma ansioso di perpetuare il nostro dolce viaggio di nozze, lei un po’ isolata, noi molto stretti e vicini.
La frequentazione con ex amici suoi, una comitiva che la vede come una brava ragazza, che poi lei è così. Ma con uno di loro, inattendibile come pretendente, una strana complicità, forse legata  alle canne e  lei ammette di essersele talvolta  fatte .. ma non rileva più di tanto. Sparite invece le dubbie frequentazioni legate ad una associazione di volontariato di cui uno dei due responsabili, bell’uomo definito il “Richard Geere” del quartiere, che le avrebbe profferto storia parallela -sposato- ma da lei, disse lei,  rifiutato, "dandogli anche del Lei". Qui la sciocchezza  è grossa, non credibile, altamente  dubitabile. Ma ad una donna che ama si perdona qualche bugia sul passato … rimandando a tempi migliori eventuali trasparenze o chiarimenti.
Fin qui qualche piccola increspatura e vuol dire solo lo 0,1 su un milione.
Una estate con tutti bambini in camper viaggi in posti belli , serenità, la famiglia di lei entusiasta di me.. persone semplici e buone … l’ex marito troppo presente , ma cortese semplice , disponibile, attento al figlio .. un apparente miracolo sul piano sociologico e antropologicamente ragguardevole. Separazione formalizzata ad ottobre, viene solo per prendere il figlio per il weekend o per stargli insieme il mercoledì pomeriggio . .
E’ passato un anno, passione ed amore crescono. E qualche osservazione interiore su una rapidità di crescita non ci sarebbe, se non notassi alcune ripetitiva attitudine e piccole inconsistenti ed inutili bugie. Col figlio un rapporto conflittuale, il figlio aggressivo a volte, anche lui un po’ bugiardo, nasconde qualcosa … ma è normale, la pubertà … credo.


CAPITOLO NONO.  Il ritorno della Primavera  la scelta di lasciare la casa da single.
Pian piano ci conosciamo meglio,  l’intimità cresce a livelli da me mai sospettati possibili, ma resta legata a purezza amore , affettività trasporto reciproco. Fin dal dicembre 2007 l’incredibile consenso di lui l’ex marito,  a che noi andiamo a vivere nella casa a lui messa a disposizione dalla sua amministrazione -Stato maggiore della Difesa. Una disponibilità encomiabile .. e qui i sospetti crescono .. ma fondati su che .. su quel che accade di norma e lì nò?! quindi sospetti  irricevibili.  Non amo i pregiudizi.
Una sua battuta strana lievemente "flautata" nel tono ..una sera … “a me  và sempre“ contrapposta ad una contraria teoria postulata due giorni prima:“io ho bisogno di ricaricarmi … sono fatta così“. Ma la disponibilità e l’intimità crescono reciprocamente.
Un bisogno reciproco di stare vicini, insieme, accanto, sensibilità ed emotività che sembra naturale e non preocccupante. Qualche strana sensazione quando la mattina stà a casa. Risponde sempre che sposta piatti oppure usa l’aspirapolvere … e dico sempre …. Sembra che siano l’accompagnamento e la sigla delle telefonate di famiglia, ma anche delle mie.
Ma questo non vuol dire proprio niente.
L’arrivo improvviso dell’altro dei due responsabili della associazione di volontari, un pomeriggio in casa, ed uno strano discorso che suonava così. Apro ristorante a trecento metri .. carino , lei può venire a lavorare lì, ci saranno pure dei container riadibiti a piccole casette, lei poteva  rimanere a dormire là con il figlio (a trecento metri da casa?!).
Mi punge vaghezza circa lo strano ragionamento, sorvolo .. è un uomo  .. del quartiere …  conosciuto perchè aveva figlia in classe con il figlio di Ausonia, alle elementari.


CAPITOLO DECIMO.  L’estate  insieme
A giugno dopo un tenore di vita a dir poco irreprensibile una  uscita per andare a vedere insieme alla amica Rina le foto del matrimonio dell’amica Franca che aveva "preparato" (si tratta di estetica e trucco) come sposa. Tutto normale … ma si fa  bambolina proletaria compagna .. jeans poncho .. uno schianto … una piccola intuizione  .. tornerà presto …solo dopo tre quarti d’ora … .mai coltivare sospetti .. inquinano l’amore … epperò  stare attenti … Capire e sapere non è rinunciabile sino infondo, a costo di pagare il prezzo più assurdo ed inconcepibile che si possa pagare.
QUESTA NON È UNA STORIA DI TRADIMENTI E SIMILIA e quel che si celava era "straordinario",  nel senso "di fuori di gran lunga dall'ordinario". 
Siamo in preparativi. Partiremo col camper io, lei, due figlie piccole  mie e suo figlio, per 20 giorni in campeggio. Lei una mammina e compagna  premurosa, io un padre attento ed organizzante, un compagno anche goloso ed innamorato, che riesce in silenzio a gestire in mansarda l’intimità di cui abbiamo bisogno. Lei bella .. ogni giorno di più una piccola bambola serena .. qualche screzio improvviso.
Con e tra i parenti ci è venuto a trovare anche l’ex marito … Un rapporto finito .. veniva a trovare il figlio .. ma manda, ogni tanto,  dietro ad una immagine rilassatamente remissiva e dolce, qualche piccolo impercettibile lampo con gli occhi.
Tra le 17 e 17 e 30 io faccio la doccia alle bimbe .. lei sparirà ma non c’è modo di sospettare, tornerà con tre strane impronte a scalare rossastre in corrispondenza del costato sinistro … sembrano tre prese di dita .. ma non mi ingelosisco .. sembrano .. eppoi il giorno precedente  aveva avuto un vero e proprio piccolo scontro fisico con il figlio ribellatosi .. ricordo la di lui  mano puntata con forza sul costato di lei per farla scansare …  eppoi non solo ci amiamo .. E QUESTA NON È UNA STORIA DI GELOSIE.
Dall’ex marito si era effettivamente lasciata due anni e mezzzo prima, il rapporto in crisi già da anni … ma quale crisi, quale storia non so con esattezza.. apparentemente la crisi di una storia normale. Due ragazzi semplici   di un quartiere popolare, la vita isolata in provincia nella casetta da lei acquistata con contanti costituiti dai suoi risparmi di lavoro e corposo mutuo in marchi svizzeri, il ritorno in città, una casa  messa a disposizione dell’amministrazione della DIFESA ove lavorava lui. Tutto apparentemente normale ed una crisi già avviatasi e maturata a compimento nei tre anni successivi.

A proposito di quei tra anni successivi lei mi raccontò di un amore quasi platonico , con uno del micropartitini di estrema sinistram uno di quelli  per i quali era passata ... , della storia con il dirigente di associazione farmaceutica, della storia con l’ingegnere informatico del nord -questa fatta più che altro di compagnia telefonica, a sua detta. E mi parla di un suo essere orgogliosamente selettiva… Teoricamente corrisponde: è bella, piace anche ai sassolini per terra,. può scegliere, non ha scelto affatto male (me). Tutto tornava.
Ma persino questo vuol dire poco.
Certo della cura della sua bellezza, dei suoi book fotografici (!) del suo aver riiutato profferte nate proprio nell’ambiente di lavoro da lei frequentato mi aveva raccontato, a più riprese:  santa maria goretti nella città biblica.  Possibile e a modo suo di sentire vedere e ricordare .. vero.
Ma questo proprio non "ci azzecca" con la storia devastante "mirata" e telecomandata che emergerà.
Nella seconda metà del Luglio 2008 insieme, soli  in camper, un viaggio itinerante in una regione stupenda dalle spiagge bianche ed i mari azzurri, indimenticabili. Amore, serenità ed una sola ombrina insignificate: una vecchia conoscenza, non fiamma né fiammella ma mera conoscenza . mia. Una mancata storia abortita prima di nascere ed una persona  che non sentivo da c.a.  un anno e mezzo e non avevo visto se non poche volte in ambiente di lavoro ed una sera a cena,  manda a me sms nel quale lamenta che erano mesi che non mi aveva visto più. Faccio pure fatica a fare mente locale; figurati stavo in paradiso col mio amore, ero stato solo per lunghi mesi prima di incontrarlo. Una micro scenata  di lei; io gongolo sereno .. mi ama .. io la amo .. quale prova migliore … io con tutte le possibili coscienze a posto .. lei piccola dea dell’amore focosa che si batte contro un pericolo inesistente ed una realtà mai esistita. Certo se non mi fosse partita "invoonraiamente " la cancellazione dll’sms dopo che lei lo aveva letto … sarebbe stata perfetta.  Ahimè .. nulla nascondevo né potevo nascondere .. lei rimane ingiustamente insospettita.  Va bèh .. è tutto solo amore trasparente.


CAPITOLO UNDICESIMO  L’autunno e il qualcosa di nebuloso e grave
Lei è tornata dalle vacanze, come del resto io, in una forma stupenda … accidenti quanto stà bene .. abbronzata, asciutta, solare, atletica, viso sereno .. pulito. Acquista   per lei un nuovo attrezzo da ginnastica da camera per signore bellocce, una specie di slittino che ondula con due pedaliere ed attacchi per le mani del pari oscillanti. La camera da letto è  gia una piccola palestra: vi è la precedente macchina step, una vecchia cyclette, due pedaliere piccole da step  ed una panca da addominali con pedaliere da appoggio, controbilanciata con pesi da aggiungere a volontà .. più ne metti e più le gambe o le bracce devono fare sforzo per ritirare sù il relativo blocco. Tanti pesi poi  a cerchio da 10 e 20 chili … troppi .. ma a che servirano tutti questi "quadrelli" .. boh ….
Viviamo ormai insieme da un anno io trasferito da lei definitivamente da sei mesi ..e  viviamo bene .. lei l’introito  della sua casa di provincia affittata al momento del rientro in città e con l’assegno per il figlio, io il mio stipendio, pur decurtato in quota da assegni per i figli di precedenti matrimoni. Lei ogni tanto gioca e fa pure le foto al frigorifero pieno .. pieno da scoppiare. Cene con amici a base di pesce  cucinato da me,  inviti ai familiari che imparano a conoscermi e a capire chi sono.  Non ci manca nulla , tante vacanze e tra gite di fine settimana ed estate alla fine dei conti quasi un mese e mezzo in camper, in  tanti posti belli che non elenco. E tanto amore .. dolce sensuale quotidiano e sempre carico di aspettative di intesa.
Ripartiamo con la vita ordinaria. Eì Settembre. Io sempre attento a far ardere alta la nostra fiamma che appare inestinguibile ..  brucia brucia bene. Brucerà bene incmprensibilmente, per me ingenuo, anche dopo la tenebra .. sempre . Ma è difficile credervi .. soprattutto per chi avendo finito di leggere questo breve racconto .. passerò aò racconto vero non romanzato ed al resto. Lei dolcemente felice, senza apprensioni particolari per il nostro futuro. Io la amo.
Il 30 Settembre una mattina esco .. torno per le scale per riprendere le chiavi lasciate dentro sul comodino e arrivato alla porta di casa (un uscio che avevasotto quasi tre centimetri di vuoto)  sento lei al cell “ciao bella .. ho visto che mi hai cercato …. Hm … sì sì può fare .. niente telefonate .. le controlla lui .. e se raggiungibile“ .
Un indizio zero virgola tre ed  uno strano dialogo … non era una delle solite amiche …
Il giorno dopo, lo ammetto , mi trattengo sulle scale, credo di essermi rifatto i lacci delle scarpe 4 o 5 volte, e altra telefonata dallo strano tenore “sì si poteva .. una presentazione più approfondita“  ed una piccola esplosione di rabbia nel chiudere la telefonata .. letteralmente: "questa  puttana!". Un indizio  zero  anche questo.

Proprio in quel periodo la signora aveva tirato fuori uno spiccato rigurgito di impegno politico che,  partito dal basso,  aveva rimbalzato all’istante sulla struttura centrale della federazione di un partito non ad organizzazione tradizionale. E subito incontri e conoscenza di due senatori e tentativo smaccato di conoscerne un altro … al centro di vicenda politico istituzionale …. Bah .. qualche salace battuta mia .. una maggiore attenzione .. ma tutto sembrava filare liscio.
Mi erano tornati in mente alcuni dei mille indizi zero … il suo sbandamento fisico dell’estate precedente, rigorosamente sempre rispondendomi al cell mentre passa l’aspirapolvere, le sue foto con una espressione smarrita ed àtona, del luglio precedente , prima di raggiungermi per la prima volta al  mare ,  e via e via …. i suoi racconti smezzati e quello dell ricordo  di sensazione di buio e piacere improvviso, e quello del 2005 o 2006 in cui passava la notte sveglia "con gli occhi a palla" .
Era di nuovo strana,  preoccupata ed un bel po’  visibilmente impaurita..
Una volta  mi ero trattenuto in auto fuori casa per qualche minuto prima di metterla in moto.  Niente  arrivi strani dall’esterno.  Era tutto tranquillo e corrispondere all’immagine ..e pure alle sensazioni positive trasmesse e percepite.
Pure qualcosa non quadrava. La sua vita di casalinga  che rimaneva tranquilla la mattina a casa … e qualcosa di realmente inquietante dai suoi racconti si intuiva .. solo. Mai dato peso a percezioni irrazionali specie se non suffragate da fatti e dati obiettivi. 
Nel palazzo rapporti apparentemente normali. Nell’appartamento sottostante  una bella donna mora separata con due/tre  figli, a suo tempo descrittami come sposata con uno "scambista". Di sotto a lato una bella donna di colore , anch’essa separata da un ufficiale militare, a suo tempo descrittami come "tossica e puttana". Il linguaggio colorito e moralista era il forte di Ausonia. L’appartamento sopra abitato da un uomo ,  ora assente per lavoro  “militare” in Afghanistan .. separato,  e da di lui amica  anche questa descritta coloritamente. Persone con le quali Ausonia sembrava avere rapporti di mero vicinato e che spesso ignorava incontrandole, ignorava direi  in modo eccessivo .. ma questo non significa nulla.  Così anche con la amica Aria .. donna soprappeso sulla cinquantina .. abitante nella palazzina accanto,     che si affacerà invece affabile  al camper
che stavo pulendo, parheggiato nel condominio, e  presentatami da lei con atteggiamento orgoglioso del presentar me.
Rapidamente i piccoli fatti crescono: una paura irrefrenabile per il figlio che andava a giocare sotto casa, se non lo vedeva, una smemoratezza quasi comica ("la borsa la avevo messa... "), una sera lei ed il figlio con gli occhi sbarrati a vedere in TV un documentario storico sulla stagione esoterica delle SS e di Hitler ed il commento a breve distanza una sua frase a occhi sbarrati " il male esiste". Poi  improvvisamente condomini della scala che le elargivano sorrisoni, quelli del piano sopra tornati "dalla missione" in Afghanistan , qualcuno appostato alle finestre che si ritraeva per non esser visto. E via via dicendo. Ma tutto questo non significa nulla.
Sino a che per  due volte consecutive a fine ottobre (2008)  il figlio di lei tenta di parlarmi, la seconda volta tremante, tutte e due le volte interotto o dalla madre che rientrava nella cucina o dallo scampanellio finale della scuola cui lo avevo accompagnato in auto.

"Pallolo ti devo dire delle cose. Ma ho paura .. ho paura di essere fatto passare per pazzo".
Non mi era mai capitato che un bambino si rivolgesse a me con quel tono e con quei contenuti iniziali e che chiedesse aiuto ...

CAPITOLO DODICESIMO  Sotto la facciata normale l’impensabile. e il seguito... 

Il "Pallolo" del racconto è un magistrato riconosciuto e stimato della Procura romana. E improvvisamente i fili di  tutto si legheranno e ricongiungeranno.


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Qui si interrompe un racconto volutamente romanzato ma  impossibile a reggersi  in una storia vera sconvolgente, supportata da prove dirette uniche  al mondo su temi così incandescenti, proprio in quanto dirette (audio e video audio da registrazioni ambientali, telefoniche e di conversazioni tra presenti) e in quanto contestualizzate ed analizzate tramite un  supertestimone di eccezione.
Tutto viene descritto per quanto concerne "la vicenda a monte" molto più analiticamente e in modo e con tono  concreto e reale nel primo capitolo del MEMORIALE in dvd, Una sconvolgente testimonianza diretta accompagnata da prove obiettive, ascoltabil, percepibili direttamente,  ineluttabili, che hanno poi dato la stura a tutto quello che dal novembre 2008 si è susseguito ed a tutto quello che ne è emerso con metodo rigorosamente  obiettivo e corroborato solo e sempre da "riscontri diretti".
E qui non può non iniziare la GRANDEDISCOVERY arrivata a compimento. Lo strumento ora utilizzato e diffuso, un DVD  contenente un sistema multimediale di documenti e prove dirette audio e video audio, ordinato  con indici sistematici, indipendente e contemporaneamente integrato con la rete e banche dati in rete, costituisce  una novità  anche per oggetti e strumentazione adottata.

IL CASO PAOLO FERRARO e  la GRANDEDISCOVERY meritavano uno strumento che facesse capire bene  a chiunque  cosa, come e con quali sacrifici è stato  scoperto da un uomo magistrato oggetto della persecuzione pià instancabile e "potente" immaginabile. Unica "colpa" aver "usato troppo il cervello" e aver capito troppo.

Il titolo di questa "originale" pubblicazione multimediale 


                                            Dedalo e il IX girone

Il filo del magistrato e il labirinto senza più segreti

risponde in realtà ad esigenza di più amplia diffusione mediante distribuzione "autogestita",  ma racchiude una parte del senso
empirico di una scoperta invece tutta terrena e concreta. 

La ricostruzione con analisi e prove dirette di aree, metodi, attivitò, strumentazioni e intrecci ubicati in un cemento profondo di potere che viene "denudato" e sottratto alle mitologie ed ai luoghi comuni, con buona pace  dei poteri "forti" che agiscono segretamente e di chi ne mitizza la irragiungibilità e paurifica realtò aggiungendo  l'aggettivo "occulti" che nulla dice, nulla spiega e molto copre. Merita però una minuscola citazione video e riconoscimento postumo
la docente universitaria  Cecilia Gatto Trocchi, scomparsa nel 2005,  che svelò per prima pubblicamente negli anni duemila, sotto il particolare profilo antropologico,  un frammento di dinamica politico sociale: il passaggio avvenuto  di aree marxiste e massoniche professionali, intellettuali di minor
livello e sinanche di appartenenti alle istituzioni e alla imprenditoria,  ad un esoterismo gnostico velato di occultismo.
IL "coraggio" della professoressa stimata, intelligente non è stato invano. Questo nostro lavoro saldamente ancorato a fatti dati e realtà concrete e concretamente dimostrate non è ex professo la continuazione dell'approccio colto di analisi dell'esoterismo, e si muove su ben altri piani.
Ma i dati emersi in sei anni di approfondimenti e raccolta di dati e prove confermano per l'ennesima volta tra l'altro anche il brodo neo esoterico di cui certe dinamiche e azioni eversive si nutrono e in cui sguazzano.

Nella concezione e forza dimostrativa e di prova di questo lavoro finale, per chi lo studierà attentamente,  riposa anche la ragione del perchè e da quando una area determinata voleva eliminare o annullare un magistrato troppo capace ed indipendente, vissuto professionalmente nell'epicentro romano, ed estraneo per vocazione e convincimento a qualunque "cordata".
Un uomo e magistrato che sapeva troppo e una volta acquisite le chiavi  di lettura attraverso esperienza e prove avrebbe capito .. tutto ed avrebbe agito.



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